La storia del Prosciutto di San Daniele
Il prosciutto di San Daniele vanta una tradizione illustre ed
antica.
Furono i Celti, antichissimi abitatori del Friuli, e quindi anche di
San Daniele (ove arrivarono intorno al 400 a.C.), i primi nella
storia a conservare le cosce di suino, utilizzando erbe particolari,
aceto e fumo.
Le cronache dell'epoca narrano che il Patriarca di Aquileia, di cui
San Daniele era feudo, si preoccupò di rendere meno triste la
permanenza dei prelati riuniti per il Concilio di Trento inviando
loro dodici prosciutti di San Daniele.
Esistono, poi, numerose citazioni in cui si descrive in modo
particolareggiato la presenza di questa specialità friulana sulle
mense dei Dogi e delle corti d'Austria e di Francia.
"Nel 1797 il generale Massena fece requisire una quantità
imprecisata di prosciutti perché "allietasse" la mensa di Napoleone
Bonaparte.
Nei primi giorni di giugno del 1880 Giosuè Carducci, che soggiornava
per le cure termali ad Arta Terme, fu ospite di alcuni maggiorenti
della città ed ebbe modo di assaggiare con grande soddisfazione il
gustoso piatto.
Verso la fine dell'Ottocento a San Daniele c'erano già alcune ditte
produttrici del prelibato prodotto che potevano fregiarsi delle
credenziali quali "fornitore della Real Casa" e dei "Sacri Palazzi
Apostolici"".
I primi prosciuttifici, intesi nel senso di ambienti specificamente
destinati ad un'attività di produzione e lavorazione di prosciutti,
risalgono al 1920. In quel periodo, infatti, si iniziò a
confezionare il prosciutto, avvolgendolo in carta oleata e stagnola
e ponendolo in scatolette di legno leggero. Intorno al 1930 questo
sistema fu sostituito da un altro: il prosciutto affettato veniva
compresso "sotto vuoto" in scatole di latta.
Negli anni successivi i prosciuttifici si trasformarono da
produzioni artigianali in vere e proprie industrie; i primi a
"scoprire" San Daniele furono alcuni operatori veneti, già presenti
nel settore delle carni, che all'inizio degli anni '60 diedero vita
ai grandi prosciuttifici.
Nel corso degli anni '80, infine, vi è stata una consistente entrata
di imprese di maggiori dimensioni, originarie del mondo dei
salumifici o multinazionali.
I prosciuttifici ufficialmente aderenti al Consorzio Prosciutto sono
attualmente 29, con una capacità produttiva di 2.567.000 prosciutti
( dati riferiti all'anno 2005 ) per la denominazione DOP.
Perchè proprio a San Daniele?
E' ormai passato molto tempo da quando i Celti "inventarono" il
prosciutto di San Daniele, e le tecniche di lavorazione e
conservazione sono cambiate; non è, invece, cambiato il clima unico
ed irripetibile di San Daniele, ingrediente indispensabile e
fondamentale nella produzione del prosciutto crudo.
San Daniele, infatti, gode di un clima particolarmente favorevole al
processo di stagionatura del prosciutto: l'aria fredda proveniente
dal nord si mescola con l'aria calda proveniente dall'Adriatico
(distante solamente 35 km ) e costituisce un "climatizzatore"
naturale. E', infatti, dimostrato che la poca umidità, il buon
arieggiamento e il clima delle colline pedemontane consentono di
conservare meglio la carne e ne migliorano la qualità e il sapore.


